Avete mai letto sui giornali o sentito in tv dei Rothschild?
Essi sarebbero dietro di tutti i più importanti affari e nessuno ne parla, non è un po strano? In verità vedremo alla fine che qualcosa è trapelato dai media. Chi ha ragione? Gli autori di svariati libri che puntano il dito contro il sistema occulto, i cui la famiglia Rothschild riveste un ruolo di primaria importanza, oppure chi, al contrario, afferma che tali ipotesi sono del tutto infondate. Prima di avanzare qualsiasi ipotesi in merito vediamo chi sono e soprattutto cosa fanno oggi i Rothschild. Per ripercorrere le loro origini torniamo indietro di circa 200 anni, spostandoci in Germania, precisamente a Francoforte. L’anno è il 1743, il protagonista della nostra storia è Amschel Moses Bauer, un semplice orafo tedesco con la passione, che oggi possiamo chiamare predisposizione, per prestiti e finanziamenti. Egli è il capostipite che ha dato origine a un impero economico di dimensioni immense. Un impero nato sotto le ali protettive dell’aquila romana contornata da uno scudo rosso: tale infatti è il sigillo che Amschel aveva collocato sull’entrata della propria azienda, e che divenne il logo della sua attività chiamata appunto “la ditta dello scudo rosso”. D’altronde abbiamo tantissimi esempi, anche nostrani, di queste associazioni. Ciò che non tutti sanno è che lo scudo rosso in lingua tedesca si chiama proprio Rothschild. Questo particolare è molto importante perché quando il figlio di Moses, Mayer Amschel, ereditò da suo padre la società cambiò il proprio cognome in Rothschild e tale è rimasto fino ai nostri giorni. Mayer Rothschild sposò Geltrude schiappe dalla quale ebbe cinque figli: Amschel (1773-1855), Salomon (1774-1855), Natan (1777-1836), Karl(1788-1855) e Jacob(1792-1868). Non appena i ragazzi furono istruiti a dovere sull’attività economica e finanziaria si trasferivano in diverse capitali europee per aprire filiali ed espandere il loro impero patriarcale. Il primogenito Amschel essendo il più anziano, rimase a Francoforte per controllare a società base, Salomon invece andò a Vienna, Natan a Londra, Karl a Napoli e Jacob a Parigi. La famiglia cresce e cresce anche la necessità di un nuovo emblema che la rappresenti al meglio. I fratelli scelsero quindi come nuovo stemma 5 frecce che s’incrociano in un unico punto. Le frecce rappresentano i 5 fratelli e il punto di intersezione è lo scopo che unisce tuta la famiglia. Senza sottovalutare l’operato degli altri fratelli è d’obbligo spezzare una freccia-visto che siamo in tema- a favore di Natan, il quale si distinse immediatamente per fiuto e capacità imprenditoriali. Ricordiamo che agli inizi dell’ottocento l’Europa stava cambiando velocemente e questo poteva creare molte occasioni di arricchimento per uomini intelligenti ed attivi. Natan approfitto del momento favorevole e aprì a Manchester un impresa tessile. Il rapido declino delle esportazioni tessili britanniche durante il blocco continentale costrinsero pero Natan a tornare a Londra per estendere le proprie attività in ambito finanziario. Le attività di Natan s’impennarono in potenza e prestigio grazie anche al matrimonio con Haanna Barent Cohen (1783-1850), figlia di uno dei più ricchi mercanti ebrei londinesi. Natan investi i suoi guadagni verso operazioni finanziarie sempre più speculative, su titoli britannici ed esteri, cambi valute, metalli preziosi, ecc.. ad esempio il duca di Wellington non avrebbe potuto pagare il suo esercito nella battaglia di Waterloo senza il contributo finanziario dei Rothschild. Dopo questa vittoria la banca di Natan vinse il contratto per i pagamenti dei tributi agli alleati europei. Anche il governo francese dovette usufruire dei fondi privati di questa famiglia per rimpinguare le casse nazionali svuotate dall’estenuante guerra Franco-Prussiana. Salomon intanto finanziava il debito estero austriaco attraverso contratti di prestito al Principe Metternich. I 5 fratelli pur lavorando a distanza adoperavano la stessa tecnica, cioè quella della riserva frazionale bancaria. Ciò permise la loro autonomia e indipendenza in ogni paese in cui operavano. Con queste enormi risorse economiche riuscirono a intervenire persino a favore della Banca d’Inghilterra, quando la crisi di liquidità del 1826 piegò le gambe al governo britannico; grazie all’immissione di un grosso quantitativo di oro fu scongiurato il peggio. I Rothschild si distinsero anche nel settore pubblico per i finanziamenti concessi per la costruzione della rete ferroviaria in Francia, Italia, Austria, per il canale di Suez e inoltre permisero l’acquisto di terreni minerari in spagna, Sud America, Sud Africa e Africa Occidentale. L’oro era così importante per i Rothschild che dal 1919 fino ai nostri giorni la loro Banca ha ospitato e presieduto per due volte al giorno il fixing mondiale del prezzo dell’oro. Essi stabilivano anche il prezzo mondiale dell’oro. Sembrerebbe (il condizionale è d’obbligo) che una banca della famiglia abbia finanziato John D. Rochfeller per la sua monopolizzazione della raffinazione del petrolio che portò alla formazione della Standard oil. Passiamo ora a quelle che sono state le ricostruzioni post belliche, la guerra non porta mai vantaggi a nessuno eccetto a coloro che la finanziano e ne traggono beneficio infatti dopo la prima guerra mondiale, precisamente nel 1922, i Rothschild misero a disposizione fondi per la ricostruzione in numerosi paesi europei. A questo punto sembra chiaro il ruolo di questi personaggi all’interno della storia mondiale.
La famiglia Rothschild col tempo non ha diminuito il proprio potere e prestigio, anzi, semmai l’ha aumentato. Oggi hanno sviluppato una divisione per il finanziamento d’impresa al servizio di fusioni e acquisizioni. Operazioni queste all’ordine del giorno. Vediamo adesso nel dettaglio fin dove sono arrivati i tentacoli economici dei Rothschiel nel terzo millennio Per problemi di spazio cito solamente le società più conosciute e/o riguardanti il nostro paese: De Beers quella dei diamanti, la Enron fallita da poco, British Telecom, France Telecom, Deutch Telekom, Alcatel, Eircom, Mannesmann, AT&T, BBC, Petro China, Petro Bras, Canal +, Vivendi, Aventis, Unilever, Royal Canin, Pfaff, Deutch Post. Torniamo adesso un momento in Italia poiché ce n’è per tutti i gusti: Tiscali, Seat Pagine Gialle, Eni, Rai, Banca di Roma, Banco di Napoli, BNL Banca Nazionale del Lavoro, Banca Intesa, Bipop-Carire, Banca Popolare di Lodi, Monte dei Paschi di Siena, Rolo Banca 1473, Finmeccanica.
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