
Passiamo ora a Adam Weishaupt:
Weishaupt, nato il 6 febbraio del 1748 a Ingolstadt, è l’uomo di punta degli illuminati e il cervello ideatore dell’Ordine, che fondò nel 1776 a soli 28 anni. Considerava il suo movimento come il mezzo per liberare, gradatamente, i cristiani dai loro pregiudizi e condurli verso una nuova realtà di eguaglianza, fratellanza e libertà. Per conquistare la libertà spirituale bisognava dimostrare di essere degni, perciò Weishaupt creò all’interno del suo ordine una struttura rigidissima che ogni adepto doveva percorrere prima di giungere alla rivelazione completa del messaggio salvifico. In tal modo, per ogni passaggio che si compiva in questa gerarchia si veniva a conoscenza di nuovi segreti che permettevano di comprendere altri aspetti del progetto weishauptiano.
I gradi di iniziazione erano 13, divisi in 4 sezioni: Preparatorio, Novizio, Minervale, Illuminato minore, Principiante, Compagno e Maestro, Illuminato maggiore e Illuminato dirigente, Sacerdote, Reggente, Mago e Re, a cui era consentito di addentrarsi pienamente nei misteri. Divenuto illuminato major, un aderente veniva a conoscenza dello scopo della propria vita e ciò significa cancellare il proprio “vecchio ego”; per appropriarsi pienamente di mezzi per divenire infine perfetto che sono virtù, sapienza e libertà assoluta. Ciò che nel 1783 scatenò la condanna della Chiesa fu il fatto che, divenuto mago, u adepto veniva iniziato a un panteismo materialista: dio stesso e il mondo che ci circonda, sosteneva Weishaupt, altro non erano che un'unica entità e quindi l’uomo che ne era parte, realizzando se stesso, raggiungeva e diveniva divinità. Il Re infine aveva l’ultima e decisiva rivelazione: tutto in questo mondo é effimero e destinato a scomparire, perché en presto gli uomini sarebbero stati tutti uguali e soprattutto liberi.
Weishaupt avava seguito l’insegnamento del barone Johann Adam Ickstatt, che lo aveva indirizzato al collegio dei gesuiti, la stessa scuola di De Bassus e quella che più tardi anche Mayer (personalità molto inquietante di cui parleremo più avanti), frequenterà. Ickstatt divenne, nel 1742, curatore dell’Università di Ingolstadt, incarico che tenne sino al 1765 quando andò in pensione. Egli ebbe quindi facilmente accesso agli archivi privati di questa Università e inoltre studiò molto Voltaire. Quest’ultimo dimostrava vedute radicali, come si evince da una lettera a Federico II:
“finalmente, quando il corpo della Chiesa sarà sufficientemente indebolito e l’infedeltà abbastanza forte, il colpo decisivo sarà scagliato con la spada di una persecuzione completa e senza fine. Un regno di terrore dominerà la terra e continuerà sino a che ci sia un cristiano così ostinato da aderire ancora alla cristianità”.
il proposito di distruggere i gesuiti e la Chiesa, Weishaupt, potrebbe averlo ereditato da Voltaire e agli Enciclopedisti. Weishaupt risvegliava negli Adepti il desiderio di libertà rendendoli indifferenti verso i governi; guidava gli uomini di diverse nazioni e religioni a un vincolo comune, sottraendo alla chiesa e allo stato le menti più brillanti, si tratta di idee che possono ancora essere considerate moderate, poiché per le classi estreme dei maghi e degli uomini re tutto è materia:
“quanti pregiudizi non abbiamo trovato da distruggere in voi prima di riuscire a persuadervi che questa pretesa religione di Cristo altro non era che l’opera dei preti, degli impostori e della tirannia? Se tale è questo vangelo tanto proclamato ed ammirato, cosa dobbiamo pensare di tutte le altre religioni? Sappiate dunque che esse hanno tutte per origine le stesse finzioni e sono fondate sulla menzogna, l’errore e l’impostura.”
È chiaro allora perché questi riferimenti a un’ universale liberazione da ogni sopruso e alla cancellazione di ogni distinzione sociale, apparissero un pericoloso elemento di sovversione e di instabilità politica, tale da costringere il grande elettore di Baviera, che pure aveva da principio simpatizzato con il movimento, a decretarne la cancellazione. Dopo pochi mesi Weishaupt stesso e tre maestri dell’ordine vennero condannati ed esiliati. Tuttavia a quanto si sa l’ordine sarebbe continuato a vivere e sarebbe riuscito a operare in maniera occulta per proteggersi e muoversi senza impedimenti, fino a diventare molto potente; infatti nell’istruzione per il grado di reggente, Weishaupt impone agli illuminati “di occultarsi sotto il nome di un’altra società”. Le logge inferiori della Massoneria, recita il codice, sono intanto “il velo più conveniente al nostro grande oggetto, perché il mondo è già abituato a non aspettarsi nulla di grande.”
Concludo con una nota di conferma sulla sopravvivenza della massoneria:
“fino a quando non avremo conseguito il potere assoluto, cercheremo di fondare e moltiplicare le logge massoniche in tutte le parti del mondo. Alletteremo a farne parte coloro che possono diventare, o sono di già, animati da amore per il pubblico bene. Queste logge saranno la fonte principale ove attingeremo le nostre informazioni; saranno pure i nostri centri di propaganda. Centralizzeremo tutte queste logge sotto una direzione unica, conosciuta a noi soli e costituita dai nostri uomini più sapienti. Esse avranno anche i loro rappresentanti, per mascherarne la vera direzione. I piani politici più segreti ci saranno noti appena formulati e noi ne guideremo la soluzione. ”
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